La validazione W3C non serve alla SEO

15. marzo 2014 12.31 by Daniele Ferla in SEO, Web  //  Tags:   //   Commenti (0)

Purtroppo è noto a molti che fantomatiche agenzie web propongano strategie SEO basate sui più disparati approcci e soprattutto con "mirabolanti" risultati.
Per avvalorare la strategia proposta molte agenzie sfoderano quindi termini tecnici e organismi internazionali al fine di convincere (ed ammaliare) il cliente sulla loro conoscenza dell'ottimizzazione per i motori di ricerca. Uno di questi strumenti che sento utilizzare è la validazione del codice del sito tramite W3C sia a livello di HTML che di CSS.

La validazione del codice non è altro che una buona scrittura del codice stesso basato su dettami ormai riconosciuti nell'ambito dello sviluppo web (con a capo il W3C appunto).
Scrivere un codice corretto a validato al 100% non è difficile ma non è nemmeno un lavoro semplice se le pagine del sito web sono corpose oppure molto strutturate. Inoltre in tempi più recenti l'utilizzo (o la scrittura) di plugins jQuery porta spesso a risultati di validazione negativi perchè vanno ad includere codice scritto male oppure con elementi non validabili. Ore ed ore di lavoro quindi potrebbero essere spazzate via da un semplice plugin.

Il topic del post riguarda quindi i reali benefici che si ottiengono a livello SEO scrivendo del codice validato W3C.
La soluzione arriva come sempre da Google stessa tramite la voce di Matt Cutts che, senza mezzi termini, in un video da lui stesso pubblicato ammette: 

"And while it's great to make valid code, and it can be easier to maintain if you know that all your nesting is in good shape and everything validates, we have to crawl and index and return results on the web even if pages don't validate. AND SO WE DON'T GIVE ANY SORT OF BOOST TO PAGES IF THEY VALIDATE. It may be a nice thing to do for your own internal purposes, but it doesn't get any sort of Google boosting in your rank or anything like that. And the simple reason is that the vast majority of pages on the web don't validate as it is right now."

In sostanza afferma che la validazione del codice, per tutti i motivi che abbiamo anche detto poco fa, non aumenta in alcun modo il ranking ed il posizionamento della pagina a livello SEO.

Da oggi in poi, quando incontrerete una nuova agenzia web, chiedete cosa ne pensa della validazione del codice W3C e se funziona a livello di ottimizzazione. Dalla risposta capirete molte cose e, sicuramente, vi sarete risparmiati diversi grattacapi (e soldi).

LinkButton di Asp.NET che non esegue il PostBack su Internet Explorer 10

28. novembre 2013 10.17 by Daniele Ferla in ASP.NET, C#, Web  //  Tags:   //   Commenti (0)

Torniamo a parlare di Internet Explorer 10 e dei problemi che spesso genera a livello di programmazione, in questo caso con Asp.NET.

Uno dei problemi in cui ci si può imbattere è quello che al click su di un LinkButton non viene generato il PostBack (cosa che invece avviene regolarmente su altri browser e che ci si aspetterebbe).

Si tratta di un bug all'interno delle definizione dei browser del Frameqwork.NET 2.0 e 4.0.
Questo problema è risolvibile in diversi modi (che trovate qui) ma quello che preferisco usare è invece quello di inserire questa riga di codice all'itnerno del Page_Load della pagina che da il problema.

Page.ClientTarget="uplevel";

E' una forzatura forse troppo semplicistica ma risolve decisamente il problema.

Internet Explorer non scrive i cookie in un iFrame

27. novembre 2013 13.51 by Daniele Ferla in ASP.NET, C#, Web  //  Tags:   //   Commenti (0)

Purtroppo Internet Explorer non è nuovo a svariati problemi che genera a programmatori e webdesginer.
Il problema che andremo a capire in questo post  riguarda la non scrittura di cookie di sessione se la pagina che scrive il cookie è richiamata all'itnerno di un iframe (che non dovrebbero essere usati, ma può capiretare in situazioni molto particolari).

Questo problema è legato a alla privacy polici che Interne Explorer impostat di default a pagine che non sono accessibili direttamente dal browser (in questo caso quella nell'iframe).
Questa policy è molto restrittiva ed è necessario specificarla per esteso.

Esistono molti modi (info qui) per superare questo inconveniente, ma quella che rpeferisco è quelal di specificare direttamente da codice, nell'header della pagina, la seguente riga (l'esempio è in C# per una pagina asp.net) :

HttpContext.Current.Response.AddHeader ( "p3p", 
"CP=\"IDC DSP COR ADM DEVi TAIi PSA PSD IVAi IVDi CONi HIS OUR IND CNT\"");

Si tratta senza dubbio di una forzatura, ma risolve decisamente il problema in un batter d'occhio.

5 validi motivi per non avere un sito web

16. ottobre 2013 15.24 by Daniele Ferla in Marketing, Web  //  Tags:   //   Commenti (0)

Con l'avvento dei blogs, dei social networks e delle agenzie web specializzate in tutto, la rete si è riempita di consigli sul perchè oggi si debba avere un sito internet, quasi a voler convincere i navigatori ad investire per delle pagine online. Seppur tutti questi consigli siano validi e corretti, a mio avviso nessuno si è mai preoccupato fino ad ora di mettere in luce il risvolto della medaglia che, non dimentichiamolo, esiste: il perchè di non avere un sito internet.

Ecco quindi di seguito alcuni motivi per cui NON CONVIENE avere un sito web (e che spesso mi trovo a spiegare ai miei clienti):

1. Non avere un piano pubblicitario

Una volta per tutte è necessario capire che un sito internet è solo la punta di un progetto web che deve essere basato su un piano pubblicitario (o anche editoriale) che racchiuda tutti gli strumenti online e offline a cui i possibili clienti verranno in contatto. Avere un sito web senza avere un piano ben studiato e sopratutto messo in pratica significa fallire fin da subito senza sfruttare in alcun modo le infinite possibilità che il web permette. Agenzie web che vi vendono un sito fatto e finito senza parlarvi di tutto quello che serve per promuoverlo sono assolutamente da evitare.

2. Non avere risorse da investire

Avere un sito web non significa lasciarlo morire dal giorno successivo la pubblicazione. Oltre all'investimento iniziale (e se si tratta di progetti web complessi il prezzo può essere elevato) è necessario prevedere che mantenere il sito vivo e fruibile significa senza alcun dubbio investire tempo e persone. Molto spesso si crede che il sito, una volta online, viva di vita propria e si autopromuova senza alcuno sforzo; purtroppo la realtà è ben diversa e gli investimenti iniziano proprio quando si pensa di averli conclusi. 

3. Avere un sito online perchè "tutti ce l'hanno"

Realizzare qualcosa solo perchè il proprio concorrente lo ha fatto non è mai un buon motivo proprio perchè non si è capita la potenzialità dello strumento. Il fatto che ci siano tanti siti internet, sopratutto dello stesso settore, non significa che sia il passaggio obbligatorio per la propria attività. E' necessario invece valutare tutti gli strumenti che il web fornisce, come per esempio i social networks i quali oggi offrono incredibili opportunità di business senza scomodare la realizzazione di un sito. Il percorso che propongo ai miei clienti, ancor prima di pensare al sito internet, è quello di analizzare insieme una serie di strumenti e piattaforme potenzialmente adatte ed insieme trovarne le potenzialità per il proprio business.

4. Avere l'idea geniale che farà il botto come Facebook

Non sto a scrivere quante richieste ho ricevuto quest'anno per la realizzazione di simil-Facebook, siti di incontri, e chi più ne ha più ne metta. Tutti rifiutati oppure spariti nel nulla, ovviamente. Il fatto che Facebook (o altre piattaforme famose) siano usate da migliaia di utenti ed abbiano fatto il botto non significa che ogni idea, anche se geniale, sia destinata ad avere successo. Inoltre replicare qualcosa di già famoso e collaudato significa scontrarsi con una concorrenza che difficilmente potrà essere scalfita. Da addetto ai lavori valuto attentamente ogni proposta che mi viene fatta per la realizzazione di progetti web complessi e, grazie all'esperienza, riesco a capire se ha potenzialità o meno. Qualora non ne avesse sono il primo a metterne in dubbio con il cliente la realizzazione, questo per evitare disastri a chi ho difronte, sia economici che di immagine.

5. Sperare che funzioni

Realizzare un sito internet sperando che funzioni è la somma di tutti i punti precedenti: significa non aver capito la potenzialità del web (magari perchè convinti in malo modo da qualcuno o da qualche agenzia), significa non avere un piano pubblicitario valido e strutturato, significa non avere la possibilità di investire risorse, significa non aver compreso quanto la concorrenza sia più avanti rispetto all'idea (nuovo o "vecchia" che sia).
Chi realizza siti web (professionista o agenzia) non deve alimentare false speranze sulla potenzialità del web senza metterne in luce i risolti negativi che possono sorgere. Questo non significa però perdere un possibile cliente, ma significa essere sinceri e professionali con chi si a difronte. Paga sempre.

Il primo comparatore di prodotti di elettronica

7. ottobre 2013 10.30 by Daniele Ferla in Informazioni, Marketing, Web  //  Tags:   //   Commenti (0)

Negli ultimi anni, di pari passo con lo sviluppo del commercio elettronico, si sono affermati i ben conosciuti comparatori di prezzi: portali utili a trovare il miglior prezzo di un determinato prodotto.
Molti di voi ne avranno sicuramente usato uno (o più di uno) sia per conoscere il prezzo indicativo di un prodotto oppure per vedere esattamente dove poterlo acquistare online al minimo prezzo disponibile.

La formula vincente dei comparatori di prezzi è l'immensa base dati di prodotti e i numerosi shop online affiliati.
Il difetto principale dei comparatori di prezzi è però dietro l'angolo: è necessario conoscere il nome (o addirittura il numero di serie) del modello del prodotto interessato.
Questo, di fatto, rende i comparatori di prezzi utili soltanto quando si è già deciso il prodotto che si vuole acquistare.

- Ma se il prodotto da acquistare ancora non lo conoscessimo?
- Se volessimo sapere per esempio quale è il migliore televisiore LCD in circolazione?
- Oppure se volessimo sapere quali sono gli smartphone dual sim con memoria interna superiore a 250Mb?
- O ancora conoscere i modelli di lavatrice con carica dall'alto, di 8kg e con avvio ritardato?

Per conoscere la risposta a tutte queste, e molte altre, domande  spesso si è costretti a consultare blog di settore, forum, gruppi Facebook oppure postare richieste sui social networks sperando di ottenere una risposta (che spesso però crea più confusione che certezze). Da oggi queste e moltre altre domande sui prodotti di elettronica (e non solo) avranno una risposta facile e veloce.

E' infatti online da alcuni giorni, in versione BETA con "soli" 62.700 prodotti, il nuovo comparatore di caratteristiche IUVOO.
Il portale nasce da una idea di un gruppo di giovani italiani che, grazie alla passione per la tecnologia e la buona volontà, hanno sviluppato un progetto utile a tutti coloro che non vogliono perdersi alla ricerca del prodotto perfetto per loro attraverso sito di settore, blog e forum...spesso con scarsi risultati. 

Attraverso una serie di domande studiate appositamente per l'utente medio (ma è anche presente un potente filtro per i più nerd) IUVOO permette di individuare i migliori prodotti che corrispondono alle esigienze maturate attaverso le domande che vengono poste: più le risposte sono precise, più la lista sarà accurata e utile a trovare il prodotto cercato.

Cuore pulsante di IUVOO è inoltre la ricca scheda dettaglio del prodotto individuato che, oltre ad immagini in alta risoluzione e la tabella delle caratteristiche tecniche, integra la lista degli shop online che dispongono del prodotto con relativi prezzi aggiornati (proprio come un comparatore di prezzi). Oltre a questo integra anche le offerte attive sui volantini della grande distribuzione di elettronica italiana. Di fatto lo rende uno dei primi comparatore di prezzi sia online che offline. Per aiutare la ricerca tra shop online e store offline è presente anche una potente mappa geolocalizzata che mostra i negozi più vicini a casa dove acquistare quel prodotto. 

IUVOO non è un comparatore di prezzi, o perlomeno non è semplicemente quello, è prima di tutto un portale che aiuta a fare la scelta giusta trovando il prodotto più adatto alle nostre necessità attraverso semplici domande. Un nuovo modo di acquistare online si è affacciato sul web e inizia grazie a IUVOO.

Link al sito: www.iuvoo.com

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Autore del blog: Ferla Daniele

Sviluppatore di siti web ed e-commerce. Realizzatore di applicazioni web complesse e sistemi di gestione. Progettista di strategie online attraverso social media e immagine creativa. Esperto in ottimizzazione e motori di ricerca. Professionista a capo di DesdinovaSi trova su Twitter, Facebook, LinkedInGoogle+

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