Gli annunci al tempo dei social media

14. marzo 2012

Oggi mi è capitato tra le mani un annuncio simile:

"Società di consulenza, leader nello sviluppo di soluzioni software, ricerca per importante realtà cliente uno Sviluppatore Net. Provvigioni ed incentivi interessanti al raggiungimento di obiettivi."


Innanzitutto sarebbe bene spiegare il significato dell'appellativo "leader" in quanto, riguardo all'argomento, immagino che chi scriva l'annuncio sia Microsoft, Apple o Adobe (ma qualcosa mi dice che non sia così). Inoltre autoreferenziarsi è la cosa più sbagliata che esista, al massimo è possibile mettere un link alla propria homepage in cui i partners e i clienti dicono la loro.
Inoltre cosa significa "importante realtà cliente"? Che il cliente è una realtà importante? Chi lo dice? E' una referenza nell'autoreferenza? Oppure voleva scrivere solo "cliente" o solo "realtà"? Ad ogni modo sarabbe bene dare una rilettura del proprio annuncio facendolo magari leggere a più persone prima di pubblicarlo.

Dopo queste breve considerazioni vediamo di racchiudere alcuni consigli affinchè non ci si debba più trovare davanti ad "orrori" simili:

  • Non dimenticare il mezzo con cui stai scrivendo l'annuncio (social o piattaforma web).
  • Non dimenticare il target a cui ti rivolgi (età, sesso, posizione e preparazione).
  • Non autoreferenziarti con appellativi tipo "leader", "importante" o "interessanti".
  • Non parlare di obiettivi.
  • Non offrire incentivi o provvigioni, offri lavoro.
  • Non offrire speranze, offri certezze.
  • Non commettere errori lessicali (e di ortografia).
  • Rileggi il tuo annuncio.
  • Rileggi il tuo annuncio.

Marketing, Personal branding, Web Commenti (2)

Autore del blog: Ferla Daniele

Sviluppatore di siti web ed e-commerce. Realizzatore di applicazioni web complesse e sistemi di gestione. Progettista di strategie online attraverso social media e immagine creativa. Esperto in ottimizzazione e motori di ricerca. Professionista a capo del team Desdinova. Si trova su Twitter, Facebook e LinkedIn

Creativa Solidale intervista Daniele Ferla

13. febbraio 2012

Volevo segnalarvi l'intervista fattami da Chiara Casablanca sul suo blog Creativa Solidale nella sezione Giovani Sognatori Creativi.
Un ringraziamento a Chiara per la disponibilità ed un "in bocca al lupo" per questo suo progetto editoriale che sono certo potrà dare spazio e visibilità ai giovani creativi italiani.

L'intervista la trovate qui.

Non mancate di commentarla, ovviamente!

Informazioni, Intervista, Personal branding, Web Commenti (0)

Autore del blog: Ferla Daniele

Sviluppatore di siti web ed e-commerce. Realizzatore di applicazioni web complesse e sistemi di gestione. Progettista di strategie online attraverso social media e immagine creativa. Esperto in ottimizzazione e motori di ricerca. Professionista a capo del team Desdinova. Si trova su Twitter, Facebook e LinkedIn

L'egocentrico mondo delle startup

12. febbraio 2012

E' da qualche tempo che mi sto interessando al mondo delle startup in quanto, in primis, mi considero uno startupper diviso tra l'avvio della mia attività e la lavorazione di un progetto personale che reputo interessante.
Quindi il primo passo che ho fatto è stato quello di iscrivermi a gruppi su Facebook, a forum più o meno del settore e tenermi nel feed reader i vari blog di startupper "conosciuti e famosi".

La maggior parte del tempo mi limito a leggere, fare miei i consigli che vengono dati, interpretare sulle mie necessità le esperienze di altri ... in sostanza un atteggiamento da "lettore". Credo che sia insito nel termine startupper quello di essere "ricettivo" ed interessato ad ogni piccola argomentazione che possa aiutare in una fase delicata come l'avvio di una attività/progetto.

Purtroppo la realtà e l'atteggiamento, in questi gruppi o forum, non è dello stesso tenore.
Startupper che si considerano "guru", startupper che invece di dare il loro consiglio "insegnano", statupper che "io l'avevo pensato 10 anni fa e nessuno mi ha ascoltato", startupper che fanno "100.000 visite in un mese", startupper che "apri una LTD e addio Italia". Inoltre vi è tutto quell'ecosistema di seguaci di queste persone che avvalorano maggiormente tali atteggiamenti di egocentrismo da social network aumentando a dismisura l'ego dei suddetti (e la loro "finta" notorietà).

Da startupper credo che l'atteggiamento migliore che possa descrivermi sia l'umiltà.
Cerco startupper i quali, prima che condividere esperienze e idee, condividano lo stesso approccio.

Odio gli startupper non umili.
O sei umile o sei startupper. Non entrambi.

Se sei uno startupper umile metti un "Mi piace" a questo post, se non lo sei non metterlo.
Vediamo che risultato ne viene fuori.

Marketing, Personal branding, Web Commenti (0)

Autore del blog: Ferla Daniele

Sviluppatore di siti web ed e-commerce. Realizzatore di applicazioni web complesse e sistemi di gestione. Progettista di strategie online attraverso social media e immagine creativa. Esperto in ottimizzazione e motori di ricerca. Professionista a capo del team Desdinova. Si trova su Twitter, Facebook e LinkedIn

Considerazioni sul Personal Branding

28. gennaio 2012

Diciamo le cose come stanno: la gente non lo fa...il proprio Personal Branding.
Il problema sta però nella domanda successiva: perchè?

Il problema è legato principalmente al retaggio del passato, quello che tutti si ricordano agli albori di Internet, quello fatto di "nickname", di forum, di blog scritti come diario personale...l'Internet fatto di anonimato.
E' necessario cambiare rotta in quanto gli strumenti a disposizione del navigatore sono cambiati ed hanno messo in gioco meccaniche e strategie completamente diverse.
Inoltre Internet stesso è diventato attivo e non più passivo, come un tempo. Oggi ognuno di noi può creare la sua parte di Internet con la propria esperienza, la propria professionalità o i propri interessi e non è solo una mera ricerca di informazioni scritte da altri (come qualche anno fa poteva sembrare).

Se ognuno di noi capisse questo e costruisse intorno alla propria figura sul web un ecosistema di interesse, di informazioni, di condivisione il web sarebbe sicuramente migliore rispetto ad oggi (anche se ha fatto passi da gigante).
Per farlo è necessario lavarsi di dosso l'anonimato e metterci la faccia, il nome, senza più nascondersi dietro a commenti firmati "anonimo" oppure "ghrb84".
Ma questo non basta.


Deve esserci un senso di appartenenza alla rete, un senso che porti a farne parte attivamente, per farla crescere. E' necessario capire quanto dietro al web ci siano le persone e non viceversa.
Questo deve portare tutti noi ad un "livello superiore" in cui, accanto alla frivolezza di commenti o immagini divertenti, ci sia anche la voglia di fare e farsi notare, sia a livello personale ma anche a livello di gruppo.

Il primo passo è sicuramente quello di costruire una immagine congrua non solo tra gli account e le presenze web ma sopratutto congrua a quella della vita offline.
Il secondo è quello di dire la propria.
Il terzo verrà da sè.

 

Personal branding, Web Commenti (1)

Autore del blog: Ferla Daniele

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Social Networking: lo stai facendo nel modo sbagliato

8. gennaio 2012

Qualche giorno fa, in concomitanza con il periodo di Saldi post-natalizio, la mia bacheca personale di Facebook è stata letteralmente invasa (non trovo altro termine) da una serie infinita di messaggi provenienti da un unico "amico" di Facebook che ci teneva molto a dire che nel suo negozio erano iniziati i saldi (al 50%). Qui sotto vi lascio una schermata della situazione che si è venuta a creare grazie a questo personaggio (del quale non cito il nome per rispetto, non suo, ma vostro).

In sostanza si è trattato di una serie continua di messaggi identici intervallati ogni 30 secondi l'uno (potete vedere dall'immagine il timestamp di ogni intervento) per parecchi minuti. La cosa si era già ripetuta il giorno prima.
Qualcuno, come potete vedere, ha cercato con ironia di far capire che il continuo martellamento era ingiustificato ma la questione si è protratta nuovamente.

Sentendomi prima di tutto irritato come cliente, sono intervenuto come conoscitore dei Social media commentando uno dei tanti messaggi e facendo notare come questa pratica fosse assoluttamente inutile, e anzi, controproducente. Il mio commento è stato abilmente cancellato dopo pochi secondi. Non contento di questo atteggiamento ho scritto nuovamente ribadendo come anche cancellare "commenti scomodi" sia una pratica controproducente e del tutto priva di senso critico. Anche questo commento è stato cancellato.

E' da notare inoltre come questa persona usi un Profilo Personale di Facebook per pubblicizzare una propria attività di vendita quando in realtà questa pratica è assolutamente condannata da Facebook che ne permette la segnalazione da parte degli utenti (tramite il pulsante Segnala/Blocca) ma sopratutto può disabilitare tale account senza preavviso facendo di fatto perdere al profilo in questione tutte le sue amicizie (o pseudo tali). Ad ogni modo, segnalato.

Detto questo, stai facendo social networking nel modo sbagliato perchè:

  • Non si usa un profilo personale a scopi di vendita/business
  • Non si cancellano indiscriminatamente i "commenti scomodi"
  • Bombardare di spam la bacheca degli amici non funziona


E voi invece? Come scegliete la vostra strategia sui Social Networks?

Marketing, Personal branding, Web Commenti (3)

Autore del blog: Ferla Daniele

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