Vi è capitato di ricevere richieste del tipo “Questa immagine spostala assolutamente qui” oppure “Ti dico che quella scritta va fatta di questo colore” oppure “Il 20% del budget voglio spenderlo ora e l’80% tra quattro mesi” oppure “Vogliamo una animazione in Flash per questa pagina e il database deve essere MySQL” ?

Sicuramente si, perlomeno all’inizio della vostra attività lavorativa dove qualsiasi cliente deve essere soddisfatto, dove ha sempre ragione e dove si permette di imporre metodi, tempi e costi.
In quei casi, se purtroppo non siete riusciti a far cambiare idea al cocciuto cliente, avrete sicuramente realizzato qualcosa di cui vi pentite, che non avete messo nel vostro portfolio e che non fareste vedere nemmeno a vostra madre.
Agli occhi del cliente siete stati solo ed unicamente degli “esecutori materiali” visti come “uno dei tanti” facilmente sostituibile.

Il vero problema di tutto questo è il modo in cui siete visti all’esterno.
Il vero problema è vostro, non loro.

Non è una novità che sia la reputazione la chiave fondamentale che relazioni i rapporti con il cliente.
Il problema sta proprio in questo : siamo noi a dover costruire nel tempo una reputazione che possa mostrarci al meglio, che ci valorizzi, che aggiunga credibilità e che ci permetta di essere visti come qualcuno che sa il fatto suo … e che lo sa fare bene. Inoltre tale reputazione va mantenuta nel tempo e accresciuta costantemente.

Personalmente ritengo che quando un cliente muove delle pretese tecniche oppure organizzative, tempistiche oppure economiche, in modo sfacciato ed altezzoso allora siamo di fronte ad un nostro fallimento!
Abbiamo fallito il modo con cui ci siamo rapportati, abbiamo fallito la modalità con cui abbiamo veicolato la nostra professionalità, abbiamo fallito il messaggio che descrive il nostro valore e la nostra filosofia di lavoro, abbiamo fallito la costruzione della nostra credibilità e abbiamo fallito il modo con cui abbiamo protetto la nostra reputazione fino ad ora.

E’ indubbio, altresì, che alcune realtà societarie ed imprenditoriali, così come liberi professionisti, non conoscano nemmeno quali siano le strategie per costruire la propria reputazione, ne tantomeno quali siano i meccanismi per mantenerla attiva nel tempo.

Ecco allora che mi permetto di dare alcuni spunti che servano a voi per fare un esame di coscienza ed iniziare già da ora a costruire, o ricostruire, la vostra reputazione :

  • Saper dire di no, perché perdere un cliente oggi significa avere la possibilità di trovarne uno migliore domani
  • Non farsi ingolosire da “soldi facili”, spesso sono “imbrogli facili” … a scapito vostro
  • Partecipare e farsi notare a seminari e corsi formativi, gratuiti e non
  • Non buttare soldi in 1000 brochures, servono solo all’Ipercoop di turno per distribuire gli sconti del mese
  • Prima di accettare un progetto “innovativo”, documentarsi sulla sua utilità e se già sviluppato da altri, fallire significherà legare il proprio nome a quel fallimento
  • Puntare a certificazioni del settore, aprono le porte se veicolate correttamente
  • Credere in progetti personali e coinvolgere in essi più persone possibili, valide
  • Investire tempo nella costruzione di relazioni, non è mai tempo perso
  • Documentarsi attivamente su servizi e prodotti già esistenti e saperli proporre a proprio vantaggio
  • Selezionare accuratamente i propri collaboratori, non solo perché sono nostri parenti oppure “figli di”
  • Conoscere i propri partners, anche a livello personale se possibile, essi vi stupiranno
  • Guardarsi allo specchio, osservare il modo in cui ci si veste e chiedersi se affidereste il vostro prodotto/servizio a chi avete davanti

 

Avete qualche altro suggerimento?

 

  • simona

    Ciao Daniele,
    ognuno di noi dovrebbe stamparsi il tuo elenco puntato e tenerlo sempre sotto gli occhi, per ricordarsi tutti i sacrosanti punti!

    Mi permetto di aggiungerne un altro: tieni sempre sotto controllo la tua comunicazione, sul sito, via mail, verbale e non, la cura ed il modo con cui comunichi sono fondamentali, puoi essere persuasivo o dissuasivo a tua discrezione.

  • Duff

    Ciao Simona hai ragione ma so anche che è difficile, molto spesso, tenere a mente questi punti e sopratutto metterli in pratica nel momento giusto.
    Ad ogni modo il tuo punto aggiuntivo è giustissimo ma l’idea del post era quella di incentrare la discussione sui punti "offline" e non quelli "online" 🙂

    Grazie mille per il tuo intervento
    A presto

  • Chiara

    D’accordo su tutti i punti..il primo è un po difficile da portare avanti a volte,specie di questi tempi in cui il lavoro è già un miraggio di per sé.Ma ciò che scrivi è corretto. L’ultimo punto è simpatico,effettivamente anke l’occhio vuole la sua parte..:-) …dobbiamo diffidare anke da chi ride tanto? 😀

  • Duff

    Il primo punto è tosto Chiara, ma è fondamentale per il personal branding e la propria credibilità. Il più difficile ma anche il più redditizio a lungo termine.
    Chi ride tanto invedce è sempre ben voluto! Ehehe 🙂