Negli ultimi anni molti termini web che prima erano riservati agli addetti ai lavori sono entrati nel gergo comune ma purtroppo usati spesso impropriamente.
Quelli che vengono spesso confusi sono “indicizzazione” e “posizionamento“. Molti di voi sapranno la differenza sostanziale tra uno e l’altro ma è bene ricordarla prima di affrontare un discorso ben più spinoso:

Indicizzazione:
Si intende l’inserimento di un un sito web nel database di un motore di ricerca […] in altre parole è il momento in cui il sito viene riconosciuto dai motori di ricerca e quindi compare nelle loro pagina dei risultati (fonte Wikipedia)

Posizionamento:
Si intende l’acquisizione di visibilità tra i risultati dei motori di ricerca. Più specificamente, è l’operazione attraverso la quale il sito viene ottimizzato per comparire nei risultati in una posizione il più possibile favorevole e rilevante (fonte Wikipedia)

In parole provere : indicizzare un sito serve a farsi trovare dai motori di ricerca e posizionare un sito serve invece a farsi trovare dagli utenti.

Dalle definizioni specifiche e brevi ricerche online si può facilmente capire quanto la prima operazione sia del tutto automatica (avviene intorno a 30 giorni dalla messa online), mentre la seconda sia molto più complessa in quanto prevede opere di SEO, web analytics e monitoraggio costanti.

Questa premessa è doverosa in quanto vorrei introdurre l’argomento della pratica di molte agenzie SEO che si spacciano come posizionatrici tra i primi posti della SERP di Google garantendo la ricerca di keywords, intestazioni, descrizioni, testi e quant’altro sia necessario al proprio sito web affinchè venga trovato dai potenziali clienti. Queste fantomatiche agenzie purtroppo giocano sulla non conoscenza dei termini tecnici (ecco perchè ho inluso le definizioni di cui sopra) usando “indicizzazione” al posto di “posizionamento”. Altre, perlomeno, lo scrivono tra le mille postille del contratto (vedi l’esmpio di una famosa società qui sotto):

Purtroppo questa è una pratica altamente scorretta che molte agenzie web mettono in atto in quanto è il cliente stesso a non monitorare il ROI (Return of Investiment) dell’opera svolta dalla agenzia. Questo significa che non viene chiesta all’agenzia una controprova reale che l’opera stessa porti un maggiore flusso di utenti al sito. Molte agenzie quindi, per pavoneggiarsi del loro operato, si limitano spesso a dire al cliente “Il sito è indicizzato in quanto se cerchi su Google le parole X, Y e Z lo trovi nelle pagine di Google” quando quelle parole chiave in realtà potrebbero non essere non cercate, facili da posizionare e assolutamente senza concorrenza.

Il cliente, dal canto suo, invece dovrebbe esigere non la SERP risultante dalla ricerca delle keywords ma bensì il grafico di Google Analytics (quello reale, non quello modificato) che indica la giusta crescita dei visitatori; inoltre questo grafico non deve indicare solo ed unicamente una crescita numerica (ottenibile facilmente con pratiche scorrette), ma una crescita “valida e qualificata” rispetto al business del cliente e che quindi generi reali conversioni.

Ad ogni modo questo è una delle classiche situazioni in “italian style” dove l’occasione fa l’agenzia ladra : ”Il cliente non sa cosa significa posizionamento … gli vendiamo l’indicizzazione e gli facciamo vedere la SERP aggiornata tra un mesetto!”
Ma quando queste agenzie web si troveranno davanti il cliente che chiede “Ho speso 2000€ per farmi trovare in Google ma i contatti del form del sito non sono aumentati di una virgola” cosa risponderanno? Forse “Ma su Google sei indicizzato per X, Y e Z” ?

La prossima volta attenti alla differenza tra “indicizzazione” e “posizionamento”. Potreste essere di fronte al Gatto e la Volpe del web!

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