Ultimamente sto conducendo alcuni esperimenti sulle funzionalità di Facebook ed in particolare riguardo alla ricerca integrata, le liste e l’uso dei profili.
Detto questo vorrei focalizzare il post sull’ultimo punto che ho elencato, rimandando a prossimi post per i primi due.

I profili personali usati impropriamente

La situazione oggi su Facebook è putroppo “tragica” visto che la stragrande maggioranza delle aziende/società possiede un profilo personale usato a scopi commerciali, invece che una pagina Fan. Il motivo è presto detto: è più facile avere amici che ottenere nuovi fans. In sostanza una “furbizia nostrana” che permette di pubblicizzarsi facilmente in quanto l’accettazione di una amicizia diventa quasi dovuta alla richiesta. Cosa ben diversa, e sentita, il premere un pulsante “Mi piace” che segna un legame indissolubile con un brand.
Le problematiche riscontrate in un comportamento simile sono però queste :

  • Non è possibile creare un profilo personale usato a scopi aziendali, se viene trovato da Facebook, verrà cancellato eliminando tutti gli sforzi, nonchè tutta la propria pubblicità.
  • Non è possibile superare i 5000 amici per un profilo personale, poi nessun’altro potrà essere aggiunto.
  • Un profilo personale non può essere sponsorizzato tramite badge da inserire nel sito, blog, etc
  • Un profilo personale non ha le statistiche di accesso, di portata e di condivisione, in sostanza non ha monitoraggio.
  • Un profilo personale non può essere pubblicizzato attraverso un annuncio a pagamento.

Non voglio i tuoi sconti o la tua pubblicità

Purtroppo oltre ad un uso improprio dei profili personali c’è anche un uso improprio del mezzo di comunicazione. Molte aziende o società quindi si trovano ad usare Facebook solo ed esclusivamente per inviare promozioni, sconti, offerte, pubblicità ai propri amici o fan riempiendo di fatto la bacheca in modo assolutamente inutile, controproducente. A riguardo ne ho già parlato in un post, qui.
Credo che le attività commerciali si debbano prima mettere nei panni del loro possibile acquirente: vorrebbe essere investito continuamente da offerte che non vuole?
Inoltre questa pratica è facilmente aggirabile in quanto Facebook permette di nascondere i messaggi da parte di qualcuno pur mantenendolo amico o fan. In sostanza si potrebbe arrivare alla situazione in cui si hanno 2000 fan o amici e i propri messaggi arrivino a poche decine di esse. Si capisce quindi come Facebook non sia uno strumento di autopromozione, come molti invece credono.

Una presenza solida e congrua

Veniamo alle cose serie. Quelle fatte bene.
Nessuno di noi nasce come un commerciale di se stesso, pochi hanno la fortuna di diventarlo. Non ci si improvvisa marketing manager e nemmeno pubblicitari di successo. Inviare pubblicità a raffica oppure mettere il nome della propria attività in “un social network famoso e usato da tutti” non vuole dire guadagnare, ne tantomeno farsi pubblicità. Facebook “non è il web” e mai lo sarà. E’ solo uno dei tanti strumenti che internet metta a disposizione, e nemmeno il più efficace.
Mi sento invece di ricordare come la propria immagine sul web deve essere solida e congrua. Per poter far questo è necessario pianificare una strategia di visibilità e di promozione sul web che vada a coprire a 360° il proprio target, i propri obiettivi e le proprie leve commerciali. Serve costruire un business online inattaccabile che possa subire colpi ma non distruggersi in pochi istanti.

Il sito web serve più di prima

Sembra veramente strano come nel 2012 siamo ancora qui a ripeterlo, ma purtroppo la situazione è questa.
Se qualche tempo fa il sito web era a favore di pochi, oggi non è una alternativa. Inoltre i tempi sono abbastanza maturi per poterlo far diventare un punto accentratore del proprio business online in quanto, se ben sviluppato, può permettere l’integrazione con svariati sistemi (sto parlando di social networks, ma anche pubblicità offline, qrcode, geolocalizzazione, implementazioni di database online, etc).

La resa dei conti

Purtroppo tutto quanto detto in questo post è accentrato verso un unico fattore: il costo.
Sa da una parte gestire “internamente” il proprio account social network può essere fatto singolarmente e senza molto impegno, dall’altra realizzare una presenza online solida non è sicuramente alla portata di tutti (a livello tecnico prima che di impegno). Purtroppo però da un lato troviamo il “fai da te” che procura più danni che visibilità, dall’altra professionalità che ha necessariamente un costo.
La differenza oggi la fa chi ha capito tutto questo e decide, consapevolmente, che la propria promozione online non è un gioco da ragazzi ma se fatta da mani esperte (o anche solo insegnata) può portare ottimi frutti.

Tu da che parte stai?
Profilo personale in Facebook oppure strategia web a 360°?

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