Da qualche tempo ricevo richieste (sopratutto dai social networks, ma anche tramite sito o telefono) per la gestione di pagine fans in Facebook in quanto moltissime attività oggi sentono il bisogno di utilizzare anche questo tipo di canale per comunicare il proprio messaggio ed il proprio modo di lavorare. Questo va di pari passo con la nascita di figure professionali che si occupano unicamente di gestire account sui social networks oppure web agency che hanno aggiunto questo tipo di servizio a chiusura magari dello sviluppo di un sito web.

La forte domanda in ascesa e la tempestiva offerta da parte dei più disparati “esperti” e “guru” del web ha fatto in modo di trasformare i social networks in uno strumento indispensabile, gestibile e quindi vendibile. Di fatto è un’altra cartuccia al servizio di web agency, professionisti o junior (come lo sono SEO ed Email marketing per esempio) per ampliare l’offerta al cliente e far lievitare, con una finta giusta causa, il prezzo del preventivo finale.

L’approccio che viene spesso tenuto è quello di “Tutti sono in Facebook, non puoi non esserci” oppure “Google+ è in costante ascesa, conviene esserci per primi” che avvalorano l’idea di dover necessariamente aprire un account sui social networks all’azienda che stampa cartelloni, all’azienda di raccordi meccanici, al rosticciere sotto casa. Altri aggiungono i più disparati account sui social networks che, seppur famosi in altri parte del mondo, sono completamente deserti in Italia (per esempio).

Quello che viene venduto è un pacchetto completo che riguarda la creazione dell’account, l’impostazione della cover o della grafica necessaria (si pensi a Facebook ,ma anche al canale Youtube o al profilo Twitter) e la ben più importante pianificazione editoriale (spesso non viene usato nemmeno questo termine, troppo complicato a quanto sembra). A questo punto l’azienda può dormire sonni tranquilli perchè è consapevole di aver pagato per qualcuno che si occuperà della suo account sui social, farà arrivare centinaia di fans e, sicuramente, farà ottenere contatti utili sia che si venda scarpe, bulloni o intrugli miracolosi. Nei casi più pietosi ci si limita unicamente a creare gli account e a lasciarli morire subito dopo.

La realtà è che i social networks a livello di business stanno diventando un business solo per chi offre servizi di social media management a scapito di un pessima gestione e di una ben peggiore figura da parte degli ignari clienti raggirati dall’illusione del nuovo web. 

Bisogna invece fermarsi a riflettere e, come spesso dico ai miei clienti, conviene approcciarsi a questi nuovi strumenti come consulenti, non come imbonitori.

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