enzo mari

Mi piacerebbe iniziare questo post con una frase del grande Enzo Mari, noto designer concettuale italiano, il quale in una intervista sentenzia cosi :

“Si produce merda per il mercato della merda”

Mari vuole mettere in evidenza come oggigiorno la maggior parte dei mercati è imploso su sè stesso abbassando notevolmente la qualità dei prodotti venduti senza però abbassarne il costo.
Sostanzialmente tutto nasce da una necessità che è quella di avere il prodotto subito, pronto e finito, anche se scadente e realizzato senza cura dei dettagli.
Inoltre la crisi mondiale, e la sua versione all’italiana, ha dato alle grandi multinazionali, ma anche e sopratutto ai piccoli artigiani, la facoltà di porsi sul mercato con il proprio prodotto di dubbia manifattura, realizzato in breve tempo e lasciando la cura dei dettagli alla famosa “lo faremo più avanti quando avremo tempo” (cioè mai).

Se dovessimo parlare di web, quello che più da vicino ci riguarda, l’occhio non può non cadere su tutta quella serie di siti web prodotti oggi ma che sembrano usciti dagli anni 80, ecommerce per il quale l’usabilità e la chiarezza è l’ultima prerogativa, layout grafici poco navigabili ed indicizzazioni spacciate come infallibili ma che una ricerca anche superficiale le mostra fallaci.

Inoltre questo tipo di approccio ha favorito il nascere di tutti quegli avventurieri del web che con pochi euro sottraggono clienti preziosi a chi il proprio lavoro lo sa realizzare con cura e che saprebbero valorizzare la fiducia del proprio cliente, nonchè la sua immagine aziendale.
Purtroppo se da una parte questi avventurieri hanno vita facile e nascono come funghi, dall’altra questo approccio è favorito perchè viene chiesto per due ragioni fondamentali:
1. La scarsa consapevolezza del mercato globale
2. La poca cultura del marketing

Indubbiamente non è possibile, sia per ragioni realizzative che per ragioni di costo, chiedere una qualità a 100, ma non conoscere la media di mercato (magari fissata su un ipotetico 70) permette di considerare valida anche una qualità a 50 che di fatto è del tutto scadente e controproducente. Inoltre il legame con il passato fa in modo che le aziende si permettano di considerare il marketing sul web alla stessa stregua del marketing offline senza sapere, di fatto, che ormai è finito da tempo (le brochures cartacee, per esempio, hanno un’incidenza dello 0.5%).

A questi livelli la soluzione attuale può essere una soltanto: affidarsi a professionisti competenti (attenzione che non ho scritto società, dando per scontato che una qualsivoglia società anche datata è da considerarsi a priori valida) e stabilire delle strategie di marketing efficaci e durature nel tempo tramite figure di settore qualificate con idee fresche e vincenti.

Voi che dite? Si può venirne fuori da questo mercato della m***a?

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