Successful business man standing on a peak of the mountain and purposefully looking away.

Stamattina il famoso Marco Montemagno (che consiglio a tutti di seguire) ha lanciato uan campagna di sensibilizzazione sull’essere imprenditore chiedendo a tutti di dare il proprio contributo con l’hashtag #ioimprenditore sui propri canali social. Attività assolutamente lodevole da parte di Montemagno grazie al quale è possibile confrontarsi sul tema e sulle difficoltà che l’essere imprenditore comporta, ogni giorno.

Se da un lato inizialmente ho cercato di scoprire cosa gli imprenditori dicessero di loro, dall’altra ho iniziato subito a notare come l’uso di tale hashtag sia stato travisato per un semplice, anzi semplicissimo, motivo: tale hastag è stato usato (e viene usato tutt’ora) soprattutto da liberi professionisti e non da imprenditori. Questo mi ha fatto sorgere seri dubbi sulla credibilità di molti professionisti del web (che seguo ma che ho anche scoperto grazie all’hastag in questione) che a quanto sembra si definiscono imprenditori.

Tralasciando la definizione di imprenditore puramente fiscale, tributaria ed economica, a mio avviso essere imprenditore non significa aver aperto un giorno la partita IVA, lavorare in proprio e pagare le tasse. Essere imprenditori è sicuramente qualcosa che ti viene riconosciuto per dei meriti e non auto definito da se stessi… come se fosse figo esserlo, solo per dirlo. Inoltre gli elementi di differenza più tecnici, se vogliamo, vanno ricercati nelle capacità di gestire una azienda, nell’avere la responsabilità dei propri dipendenti e delle loro famiglie, nella conoscenza di certi meccanismi di bilancio o conto economico, nella volontà di fare impresa (quella vera) che genera utili, nella capacità di investire e muovere denaro.

Caro libero professionista che si è sentito preso in causa dall’hashtag di oggi… non sei imprenditore. Senza offesa. Il fatto che ti svegli ogni giorno per portare a casa la pagnotta, che lotti ogni giorno con clienti assillanti, che hai debiti ma anche crediti da riscuotere, che lavori 18 ore al giorno e non fai ferie, non ti fa imprenditore e nemmeno figo.

Concludo con una nota: non sono un imprenditore, sono solo un umile libero professionista, ed ovviamente non ho saputo dare il mio contributo alla causa dell’hashtag di Marco Montemagno. Mi limito a leggere.

  • Davide

    Il tema non era: “diamo la parola agli imprenditori” bensì trattava si di uno scambio di esperienze di “imprenditori di se stessi”. Anziché limitarti a leggere, sarebbe utile avere anche il tuo contributo. Grazie.

    • Daniele Ferla

      Grazie Davide per il tuo commento. A mio avviso, ma ovviamente è un parare personale, non esiste l’essere “imprenditori di se stessi”, al più essere “capi di se stessi”. Imprenditore è tutt’altro. Il mio contributo non avrebbe aggiunto nulla alla causa, speravo invece di trovare esperienze concrete e più formative ma mi sbagliavo. Ad ogni modo iniziativa interessante, perlomeno come primo approccio.