Come avete sicuramente notato in questi giorni Google ha cambiato aspetto.
Oltre agli abbellimenti (o imbruttimenti, se volete) grafici che potete notare già da subito (la banda nera in alto, i link rossi di navigazione a destra o i colori più accesi nella SERP, il pulsante Google+) c’è però una sostanziale differenza che è comparsa e che crea, a mio avviso, non poco scompiglio nella lettura della SERP. Si tratta del fatto che il link al sito, della ricerca che avete effettuato, si trova ora sotto il titolo e non più come ultima riga del risultato, quindi oggi :


Titolo pagina

Link alla pagina

Descrizione pagina

Fino a qualche giorno fa invece, se ricordate bene, era :

Titolo pagina
Descrizione pagina
Link alla pagina

Personalmente lo ritengo un cambiamento fondamentale in termini di SEO (alcuni consigli sulla lunghezza dei tag HTML li trovate qui) e soprattutto in termini di gestione di campagna annunci pubblicitari Google ADWords.
Prima la seconda riga (“descrizione”) veniva solitamente usata per espandere il concetto del titolo in modo da creare una lettura continuativa dell’annuncio che poteva quindi essere più descrittivo (nel limite dei pochi caratteri consentiti).
Oggi invece avviene uno “spaccamento” tra il titolo e la descrizione dell’annuncio grazie al (o per meglio dire “per colpa del”) link in verde posizionato subito sotto il titolo.

Inoltre AdWords ha recentemente introdotto 3 grosse novità, che a braccetto con la nuova SERP, vanno a sconvolgere la gestione di una campagna.
Ve li elenco per completezza, anche se credo che li abbiate già notati in quanto di fondamentale importanza :

  • Possibilità di titoli lunghi per l’annuncio
    In buona sostanza è ora possibile inglobare la prima riga dell’annuncio con il titolo stesso, semplicemente usando un punto (.) o un punto esclamativo (!) alla fine della prima riga. Google prenderà il titolo e la prima riga (ad un massimo di 68 caratteri ovviamente) unendoli con un trattino (-) per gli annunci Premium (cioè i primi 3 in cima, non quelli a destra);
  • Possibilità di nome a dominio nel titolo
    Se non si è scritto il nome del dominio nel titolo, Google mostrerà una pipe | seguita dal nome stesso (se c’è spazio nei 168 caratteri ovviamente), di fatto rende molto simile i risultati a pagamento con quelli organici;
  • Link a sito incorporati
    Se nell’annuncio Google trova una o più parole nel testo del tuo annuncio che corrispondono ai sitelink della campagna allora li mostrerà sotto forma di link navigabili, situazione non facilmente realizzabile ma comunque è una possibilità;

 

Detto tutto questo provate a fare delle modifiche ai vostri annunci magari usando la possibilità di incorporare la prima riga con il titolo, vedrete che la SERP assumerà una nuova visualizzazione e la seconda frase dell’annuncio avrà sicuramente più rilevanza rispetto a prima diventando, senza dubbio, la discriminante tra un annuncio incisivo (e dunque cliccato) e uno assolutamente poco rilevante.

Coloro che, ogni giorno, hanno a che fare con Google ADWords e gli annunci avranno quindi il loro bel da fare in questi giorni.

Quindi tutti a correre a sistemare i propri annunci, ad analizzare CTR e ovviamente occhio al ROI … lo spiegate voi al cliente che Google ha deciso di cambiarci le carte in tavola da un giorno all’altro? Wink

Che la battaglia abbia inizio!

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