Ultimamente mi sto interrogando sugli strumenti web concreti che permettono di autopromuoversi online al livello personale.
Attualmente le modalità sono prevalentamente due: usare i social networks interagendocon gli altri utenti oppure usare contenitori di informazioni configurabili a livello grafico.

Considero la prima categoria come uno sfruttamente dei social network per fare del Personal Branding con uno strumento che di fatto non è nato per quel motivo. In sostanza si cercano modi di usare tali networks per generare interesse verso la propria persona. Ricadono in questa categoria le iscrizioni ai gruppi, la generazione di liste, la richiesta spasmodica di amicizie, follow incondizionati e chi più ne ha più ne metta. Sia chiaro che non sto criticando l’utilizzo ma sto cercando di far notare quanto siamo noi ad adattarci allo strumento per permetterci di fare del Personal Branding.

Nel secondo caso gli strumenti sono molteplici e, senza stare ad elencarli, si riducono a semplici contenitori di informazioni e contenuti prelevati da altre fonti (twitter, facebook, flickr, etc) assemblati tramite una interfaccia grafica più o meno gradevole poco modificabile (per esempio il carattere del nome, la dimensione dei testi, l’immagine di sfondo, la trasparenza degli elementi, etc). Inoltre questi spazi web si riducono ad una semplice unica pagina “riepilogativa”, costruita con poca attenzione e assolutamente priva di personalità. Anche in questo caso la libertà è limitata così come l’autopromozione.

C’è da notare inoltre quanto questi strumenti permettano di promuoversi a livello personale ma non facilitano la comunicazione, la ricerca o lo sviluppo di collaborazioni con aziende o società. In buona sostanza viene dato lo strumento ma non le modalità di utilizzo e le possibilità di comunicazione che spesso risulta “unilaterale” (la persona parla, l’azienda ascolta). Credo invece che debba essere il sistema ad aiutare a promuvere le persone.

Prendiamo il caso di un artista uscito dall’accademia che vuole promuove la sua arte e le sue creazioni sul web. Il primo passo logico è quello di creare la propria pagina fan su Facebook. Quanti metteranno “Mi piace”? Inizialmente la crescita sarà repentina in quanto gli amici concederanno il favore di aiutarlo nel pubblicizzarsi. Ma poi la crescita si arresterà inesorabilmente. L’attenzione quindi si sposterà altrove, magari su social networks più attivi e dinamici; la crescita in quel caso potrà essere costante ma assai poco ripida allungando i tempi a dismisura a sfavore del tempo di utilizzo, sempre crescente e impegnativo. A quel punto potrebbe essere l’occasione di trovare uno spazio proprio dove inserire nome, attività, creazioni e contatti trovandosi a dover adattare una grafica preconfigurata al proprio stile dovendo quindi essere creativi solo con una immagine di sfondo divertente o ben rappresentativa. Inevitabilmente anche quella pagina, una volta creata, rimarrà sperduta nel web.

In sostanza il Personal Branding è in mano alla persona, non allo strumento.
Forse è giusto che sia così, ma provo ad azzardare delle provocazioni: se fosse lo strumento a promuoverti? Se fosse lo strumento ad indicarti? Se fosse lo strumento a mettere in comunicazione le persone? Se fosse lo strumento a unire personale ad aziendale favorendo le collaborazioni?

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