imprese italiani e importanza del web 2.0

La realtà del web italiano è cambiata.

E’ cambiata sia per questioni puramente tecniche ma anche per via del periodo storico in cui l’Italia si trova.
Se da una parte sono nati nuovi strumenti di diffusione delle informazioni, dei contenuti, delle posizioni, dall’altra ancora questi strumenti non sono stati recepiti come fondamentali per il mantenimento di una solida visibilità sul web.
E’ altresì chiaro come alcune realtà imprenditoriali non abbiano bisogno di diffondersi attraverso la rete e gli strumenti 2.0, ma è altrettanto chiaro come le restanti non possano esimersi dal farlo (qui per un approfondimento sul perchè) Questo perchè oggi, più di ieri, non basta “essere su internet” o “avere il sito” per sentirsi dentro la rete, oggi è necessario possedere una posizione netta e consolidata rispetto al proprio cliente il quale, attraverso gli strumenti che egli usa quotidianamente (qualcuno ha parlato di Facebook? Twitter? Feed?), può mettersi in contatto, scambiare, chiedere informazioni in tempo reale.

Se l’email allora non basta più, la carta non serve più a nulla.

E’ notizia di alcuni giorni fà che Lifegate sta cercando un Social Media Manager (Green); questa cosa fa capire quanto il famoso network per lo sviluppo sostenibile abbia capito fino in fondo quanto sia necessario spostare la propria attenzione sul web e sui suoi utilizzatori invece che usare i tradizionali canali di informazione quali per esempio le brochures, le newsletter, il porta a porta. Chi l’ha capito è già un passo avanti rispetto a tutti gli altri, chi non lo ha capito si starà ancora chiedendo perchè è necessario avere all’interno della propria aziende qualcuno che sappia gestire i rapporti web 2.0 oppure che basta avere una pagina fan su Facebook. Fantasia.
C’è da dire però che veicolare attraverso queste forme di comunicazione il marchio aziendale è logico ma il tutto deve sottostare ad una regia che tenga sempre ben presente il business principale dell’azienda, che raccolga dati e feeedback dei clienti, che crei relazioni, che fornisca assistenza in modo strutturato che solo la rete sviluppata da professionisti può fare.

Già, professionisti. O presunti tali?
Ma questa è un’altra storia.

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