E’ da qualche tempo che mi sto interessando al mondo delle startup in quanto, in primis, mi considero uno startupper diviso tra l’avvio della mia attività e la lavorazione di un progetto personale che reputo interessante.
Quindi il primo passo che ho fatto è stato quello di iscrivermi a gruppi su Facebook, a forum più o meno del settore e tenermi nel feed reader i vari blog di startupper “conosciuti e famosi”.

La maggior parte del tempo mi limito a leggere, fare miei i consigli che vengono dati, interpretare sulle mie necessità le esperienze di altri … in sostanza un atteggiamento da “lettore”. Credo che sia insito nel termine startupper quello di essere “ricettivo” ed interessato ad ogni piccola argomentazione che possa aiutare in una fase delicata come l’avvio di una attività/progetto.

Purtroppo la realtà e l’atteggiamento, in questi gruppi o forum, non è dello stesso tenore.
Startupper che si considerano “guru”, startupper che invece di dare il loro consiglio “insegnano”, statupper che “io l’avevo pensato 10 anni fa e nessuno mi ha ascoltato”, startupper che fanno “100.000 visite in un mese”, startupper che “apri una LTD e addio Italia”. Inoltre vi è tutto quell’ecosistema di seguaci di queste persone che avvalorano maggiormente tali atteggiamenti di egocentrismo da social network aumentando a dismisura l’ego dei suddetti (e la loro “finta” notorietà).

Da startupper credo che l’atteggiamento migliore che possa descrivermi sia l’umiltà.
Cerco startupper i quali, prima che condividere esperienze e idee, condividano lo stesso approccio.

Odio gli startupper non umili.
O sei umile o sei startupper. Non entrambi.

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Vediamo che risultato ne viene fuori.

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