Senza voler affrontare di petto l’argomento “crisi” vorrei invece parlarne da un altro punto di vista. Quello di chi, fino ad oggi, è sopravvissuto.
Mi domando: chi è colui che ha resistito a questa crisi seppur a fatica e “galleggiando”, quasi fosse un eroe dei nostri tempi?

La risposta è quello che io definisco “l’uomo medio al momento giusto“.

Questo personaggio è colui che, negli anni tra il 1990 ed il 2000 è riuscito a costruire il suo business mantenendolo tutt’ora. Erano tempi diversi in cui i soldi c’erano, in cui si potevano fare ancora investimenti ma sopratutto in cui la generazione precedente (quindi il padre di questo personaggio) aveva conoscenze ovunque, aveva costruito l’impero dopo il dopoguerra regalandolo di fatto ai figli. Costui non poteva fare nient’altro che continuare sulla stessa strada o comunque sfruttando networking e/o attività paterne.
Non era di certo in gamba, non era intraprendente e non era un professionista formato, era un uomo medio ma nel momento giusto.
Durante questi ultimi 20 anni ha continuato a lavorare sulla scia di conoscenze e di clienti acquisiti facilmente, quasi dovuti, mantenendo però fermo il suo business commerciale, senza alcuna strategia di vendita “tanto i clienti ci sono e vengono loro da me”.

Ultimamente le cose, purtroppo per lui, stanno cambiando. Non è più il momento giusto, ora con la crisi è giunto il fatidico momento sbagliato.
E’ diventato quindi un uomo medio al momento sbagliato.
E si sa, per venir fuori da un momento simile, non può essere facile per lui, dovrebbe essere l’uomo giusto anche se nel momento sbagliato.
Le sue inesistenti conoscenze di marketing, il suo borbottato networking e il suo vecchio modo di lavorare non pagano più e spesso si rivelano anche controproducenti.
L’ormai uomo medio al momento sbagliato corre quindi al riparo mettendoci del suo, impegnandosi goffamente a cercare altre possibilità di business e propinandole ai clienti (quelli storici ovviamente). Inizia a guardarsi intorno, quasi alla rinfusa, leggendo blog oppure “facendo gruppo” con altri uomini della sua stessa stoffa. Uniscono il “sentito dire” al “ho letto l’altro giorno” e vendono il tutto condito con parole altisonanti.
Alcune volte funziona, altre, quando si trova di fronte qualcuno più sveglio di lui, scatta il piano “arrampicamento vetri sulla distanza” che consiste nella pratica di prendersi tempo (a volte di mesi) per inventarsi balle micidiali.

L’ex uomo medio nel momento giusto ha vita difficile oggi. Ma lui continua, aggiunge parole tecniche, aggiunge finti professionisti del settore, aggiunge opere di marketing alla rinfusa ma rimane sempre quello di un tempo. Un uomo medio, appunto.
Dovrebbe cambiare subito, dovrebbe autocriticarsi, dovrebbe dar spazio a chi, certamente più di lui, ha quella intraprendenza che il nostro tempo richiede. Dovrebbe. Ma lui no.

Lasciamo li, ormai è solo questione di tempo. Alcuni prima di lui sono caduti. Altri cadranno. Anche lui. Purtroppo la sua fine è segnata se continua nella stessa direzione. Sarebbe potuto diventare l’uomo giusto sfruttando la sua solida base proveniente dal secolo scorso. Peccato.

E tu, chi vorresti essere oggi?

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