Recentemente mi sono imbattuto in questa SERP: https://www.google.it/search?q=figurine+dei+calciatori

Se osserviamo il secondo risultato ci porta alla seguente pagina http://figurinedeicalciatoridimarco.com/ la quale non ha assolutamente contenuto se non l’essere realizzata con alcune comuni tecniche SEO in-page infatti Title, H1 e P sono ben formati. Inoltre anche il nome a dominio è molto esplicativo.

 

Ma per Google la regola non era forse “Content is king“?
In questa pagina non è presente contenuto eppure si trova nella seconda posizione della SERP sotto un dominio importantissimo per quel settore.
Prima che cadano i miti e leggende sulla SEO voglio però svelare qualcosa in più, in quanto sono andato a fondo su questo caso specifico.

Dietro a quel dominio c’è il ben noto esperto SEO Giorgio Taverniti che ne ha inventata un’altra delle sue.
In sostanza Giorgio ha notato che in un documento redatto da Google (questo) facevano un esempio usando il nome di dominio in questione ma senza averlo registrato (come puramente indicativo).
Taverniti ne ha approfittato per registrarlo velocemente.

Il risultato è stato quello di trovarselo presto in seconda posizione (e mantenuta tutt’ora) grazie al link esterno di quel documento Google che ha passato notorietà ed importanza.

Cosa possiamo imparare dunque da questo caso bizzarro:

  • Links in uscita da Google valgono moltissimo
  • Avere links in uscita da Google è molto difficile se non impossibile (solo grazie a sviste ed errori)
  • Il contenuto rimane il “king”
  • Una struttura ben formata e regole in-page seguite alla perfezione aiutano il posizionamento
E voi? Avete altri strani casi da indicare?

 

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