Una delle primissime fasi di un progetto di ottimizzazione per i motori di ricerca SEO è senza alcun dubbio lo studio della concorrenza.

Molto spesso quando introduco questo argomento durante il briefing con il cliente mi sento dire frasi simili a:

  • “Ah ma il mio concorrente più grande non ha ancora il sito web”
  • “Però il mio concorrente se lo cerco si trova in seconda pagina di Google”
  • “Sono certo che il mio concorrente non sta pagando un consulente SEO per il suo sito internet”
  • “Ho fatto una ricerca e i prodotti che vendo io non li vende nessuno”
Seppur considerazioni lecite ed interessanti, sono però afflitte da un unico grande difetto: sono considerazioni prettamente offline. In sostanza trasportano il concorrente offline in una visione online e ne identifica la posizione nei motori di ricerca.
 
 
Purtroppo questo non è l’approccio corretto e mi trovo sovente a far comprendere al cliente la differenza abissale “concorrenza offline” e “concorrenza online”.
Nel primo caso i concorrenti sono molto conosciuti perchè operanti in zone geografiche adiacenti, oppure perchè dal core business identico; nel secondo caso invece la concorrenza online può essere la più disparata come per esempio recensioni su siti web famosi, post pubblicati su blog, commenti e discussioni su forum, articoli di giornale, pagine che non propriamente parlano dello stesso argomento e ovviamente il sito del concorrente offline.
 
Il lavoro del consulente SEO quindi è quello di farsi dare una lista dei concorrenti offline ma sopratutto redigere, per ogni keywords individuata, una lista dei concorrenti online che il cliente non sapeva nemmeno di avere. A quel punto la strategia è quella di studiare le pagine della SERP che “infastidiscono” il posizionamento organico e adottare le contromisure e le tecniche necessarie per guadagnare posizioni sempre più favorevoli.
 
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