Libero professionista

Seguendo blog del settore, leggendo i commenti ai post e ascoltando le disavventure di addetti ai lavori del mondo del web mi sono interrogato sulle possibilità oggettive che possiede un professionista (inteso come imprenditore di sè stesso) che si affaccia al grande mercato dello sviluppo web italiano (sia in termini di grafico web, sia in termini di sviluppatore, sia in termini di marketer).
Ebbene, in buona sostanza gli unici modi che possiede un professionista alle prime armi di vendere la propria esperienza sembrano essere due, in barba ai più nobili concetti di Personal Branding.

Modo 1 : Agenzia

Il professionista si rivolge ad una agenzia o una società che sviluppa soluzioni web (siano esse siti rappresentativi, istituzionali, portali, web applications) ed offre il suo lavoro presso la sede oppure dal proprio pc di casa. Una volta completata la commisione essa viene pagata su base oraria oppure su compenso pattuito previa accettazione. Questo è sostanzialmente equiparabile alla posizione di un impiegato. In questo caso la figura professionale viene volutamente cancellata” dall’agenzia in quanto l’agenzia stessa vende il prodotto finito a nome proprio senza menzionare il realizzatore; in casi eclatanti l’agenzia web si permette di richiedere al professionista di non pubblicizzare in alcun modo il lavoro svolto per essa, per esempio vietando di fatto la pubblicazione sul portfolio oppure su volantini pubblicitari. Come mai? Questo per una ragione sostanziale : il professionista e l’agenzia, seppur collaborando, rimangono concorrenti tra loro (e questo l’agenzia lo sa bene visto che il professionista potrebbe vendere il suo lavoro a meno).

Modo 2 : Porta a porta

Il professionista si rivolge direttamente al possibile cliente promuovendo sè stesso e il suo lavoro. In questo caso vengono usate email pubblicitarie, volantini e bruchures o addirittura il contatto diretto suonando al campanello della società o dell’azienda (magari con appuntamento). In buona sostanza è equiparabile al lavoro di un porta a porta (con tutto rispetto di chi esegue questo lavoro). La figura professionale viene “denigrata” in quanto si cerca di fatto di convincere con ogni mezzo il possibile cliente quando questo, in realtà, ha ben altro da fare che ascoltare un venditore magari anche giovane e che non ha grandi abilità comunicative. Inoltre, diciamocelo, metodi simili non strutturati che percentuale di incidenza hanno? 1%, 2%, 5% ?

 

Entrambe le modalità che ho elencato soffrono di un problema sostanziale : la figura professionale, la quale deve essere la parte predominante, viene messa in disparte, decontestualizzata e addirittura cancellata.

Dunque, quale è il futuro dei professionisti del web?
Rivolgersi ad una agenzia che di fatto vuole cancellare un suo concorrente oppure suonare al campanello delle società sono le uniche possibilità per avviare il proprio business?

Ritengo che la risposta sia, in entrambi i casi, NO!

Ma questo lo affronteremo nella prossima parte.

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